CRESCITA PERSONALE
Che fa un coach? Non indica la strada, non motiva, non giudica, non dà consigli.
Il Coaching
Un coach (la parola, letteralmente, significa “carrozza”) ha il compito di far ragionare il “coachee” in modo diverso da come ha sempre fatto, lo stimola a trovare soluzioni nuove, ha il dovere di scorgere opportunità la dove chiunque vede muri e barriere.
Ma, la prima cosa che deve fare un coach è essere coach di sé stesso, essere perennemente in viaggio alla ricerca della propria felicità affrontando difficoltà e paure, diventando l’esempio vivente per il suo assistito. Senza quest’ultimo passaggio il coach non puo’ definirsi tale, è un guru.
Ecco che posso dirvi in tutta serenità che negli anni credo di aver conosciuto ciò che posso definire “l’inferno della mente”. Ansia, insonnia, attacchi di panico, agitazione perenne, impossibilità di mantenere l’attenzione in ogni cosa che facessi, instabilità emotiva, timore e paura. Stavo attraversando quella che viene definita la crisi di mezz’età, che di solito arriva intorno ai 35/40 anni, ma che io ho cominciato a provare quando di anni ne avevo appena 26. Col tempo ne sono uscito, non mi chiedete come, ma l’ho fatto senza farmi medicalizzare ed ospedalizzare.
È stata lunga, dura, con alti e bassi, ma oggi ho trovato una mia serenità. Certo, le ferite ogni tanto possono tornare a sanguinare ed è quello che mi accade ancora oggi, ma ho acquisito strumenti che mi permettono di affrontare ogni dinamica della vita in modo assolutamente diverso rispetto al passato.
“Mai dire mai, perchè i limiti, come le paure, sono spesso soltanto illusioni"
M. Jordan
Perché ho conosciuto la Mindfulness? Per necessità personali. La Mindfulness è, dal mio punto di vista, un’attitudine mentale che permette di porsi nei confronti dell’ambiente, degli eventi, nei confronti di sé stessi in modo completamente diverso rispetto a come ci è stato insegnato o come abbiamo appreso ed imparato essere giusto.
La presenza, il qui et ora, il non giudizio, l’accettazione, il lasciar andare, la fiducia e la pazienza sono solo alcuni dei principi che insegna la Mindfulness ma, per esperienza, posso garantirti che fra il sapere cosa fare e mettere in pratica ciò che sappiamo essere giusto ci passa un mare, il mare che gran parte delle persone non sono capaci di percorrere. Credo di averlo percorso, o comunque, sto nuotando da tempo alla ricerca di quelle risposte che forse non troverò mai, ma solo il fatto di cercarle mi fa sentire vivo.
Questo cercare in continuazione mi ha avvicinato alla fisica quantistica e, dal 2024, ho aggiunto al mio curriculum un master in scienze quantistiche e della salute.
Mi sono appassionato alla Bioquantica, una scienza nuova, una miscela potentissima i cui ingredienti fondamentali sono il misticismo, la spiritualità, la fisica quantistica, la biologia delle credenze, e, ingrediente imprescindibile, la nostra capacità di mettersi in gioco mettendo in discussione i principi materialistici con i quali siamo stati cresciuti ed educati. (parte nuova che si aggiunge al posto di “Questo cercare in continuazione mi ha poi avvicinato alla fisica quantistica…”)
Che cos’è la Bioquantica? È quasi impossibile da spiegare in poche parole, ma ci proverò. La Bioquantica non è altro che una scienza il cui scopo è quella di utilizzare i principi della fisica quantistica e metterli a disposizione di ciascuno di noi con lo scopo di creare nuove realtà, realizzare sogni, prendere contatto con la parte più profonda ed intima che risiede nel nostro cuore. Gli scienziati che studiano questi fenomeni cercano di dimostrare scientificamente ciò che le culture antiche sapevano già, ma che per loro era impossibile dimostrare secondo i criteri della scienza moderna. Mi sono spiegato? Lo spero, ma conoscere la Bioquantica e le sue leggi significa capovolgere ogni concetto materialistico figlio dell’epoca moderna, da Newton a Cartesio fino ad arrivare a Darwin.
“Vedere per credere viene trasformato in credere per vedere.”
Un giorno lessi che tutto ciò che si è concretizzato nella nostra vita, abbiamo pensato almeno una volta che potesse accadere e ripensandoci ho capito che questo principio corrisponde al vero: ecco che i pensieri, così come le emozioni vengono visti come energia, esattamente come le parole, i comportamenti, gli atteggiamenti ed i nostri modi d’essere.
La mia rivoluzione personale parte dalla conoscenza dei principi della Mindfulness e alla messa in pratica dei suoi principi di base; da lì inizia un percorso di studio che mi ha portato ad abbracciare scienze quali la sociologia, l’antropologia, l’ecologia ed infine la fisica quantistica e, successivamente, la Bioquantica.
Oggi utilizzo i principi della Bioquantica, della Mindfulness e della crescita personale per il coaching non solo sportivo; dal 2025 ho infatti conseguito l’abilitazione di mental coach riconosciuto dal CONI ma, come spesso mi è capitato nella vita privata e professionale, il mio approccio è tutt’altro che “classico”.
Ho imparato molto leggendo più che studiando. Vi chiederete: “che vuol dire?” Che gran parte delle tecniche, degli strumenti e dei principi che utilizzo li ho appresi appassionandomi alle storie di chi è riuscito a realizzare i propri sogni in qualsiasi ambito della vita ed ho capito che oggi ho davvero una mia idea personale di crescita personale e coaching. (parte nuova che si aggiunge al posto di “Oggi utilizzo i principi della Bioquantica e della Mindfulness per fare del coaching, non solo sportivo.” e della parte finale”)
FUORI DAL TUNNEL
Questo corso ha un programma? Certo, ma non te lo rivelerò e sai perché? Perché non sono in grado di mettere il tutto per iscritto. Ci ho provato, giuro. Ma rileggendo sembrava la scaletta di uno dei tanti corsi di crescita personale che si trovano online. Questo corso, però, potrebbe davvero essere ciò di cui hai bisogno per far pace con te stesso/a, per imparare a gestire pensieri ed emozioni, per smettere di ripetere in continuazione le solite scelte che inevitabilmente porteranno ai soliti risultati di sempre.
FUORI DAL GUSCIO
La forza del corso non sono gli argomenti ma come questi vengono trattati, partendo sempre dal vissuto piuttosto che dalla teoria. In base alla mia esperienza sarebbe opportuno seguire successivamente a FUORI DAL TUNNEL. Se nel primo vengono forniti strumenti di consapevolezza e strategie per cambiare i propri schemi di pensiero, i propri atteggiamenti, il rapporto con sé stessi e gli altri al fine di “creare” una visione diversa della vita, in questo viene posta l’attenzione ad aspetti più pratici mantenendo comunque una forte componente introspettiva.
FUORI LA PANCIA
Si tratta di un corso il cui scopo è quello di fornire strumenti efficaci per modificare le proprie credenze e le proprie abitudini in ambito alimentare. Credo fermamente che avere rispetto del proprio corpo, avere amor proprio, faccia parte di un percorso di vera e propria crescita personale. Durante il corso non vengono quindi fornite solo indicazioni chiare su ciò che ritengo essere una sana e corretta alimentazione ma anche, e soprattutto, strumenti per vivere l’alimentazione con serenità e soprattutto consapevolezza.