ALIMENTAZIONE

“Ho molte passioni e, negli anni, ho avuto il piacere, la forza e la fortuna di farne un vero e proprio lavoro.”

Come spesso accade, le grandi passioni nascono da un’esigenza e la mia era un’esigenza di salute. La triste realtà dei fatti è che fino ad una decina di anni fa ero vegetariano, molto infiammato, pesavo una decina di chili più di ora e, soprattutto, ero ben indirizzato ad una vita che ben presto mi avrebbe portato il suo conto. Un conto fatto inizialmente di piccoli acciacchi, ai quali sono seguiti i primi disturbi, che poi si sono conclusi con una medicalizzazione.

Per farla breve, capii che dovevo cambiare qualcosa nel mio modo di alimentarmi, che dovevo invertire la rotta e che, probabilmente, nessuno sarebbe venuto in mio soccorso: dovevo salvarmi da solo e, soprattutto, con la mia forza di volontà.
Ben presto compresi che, per l’Uomo, il cibo può esser portato alla bocca senza la necessità di un intervento tecnologico, quindi senza l’obbligo di cuocerlo, ammollarlo o tostarlo. Insomma, capii che l’intervento umano per renderlo commestibile non è affatto necessario.

Non che si debba mangiare tutto necessariamente crudo, ma la prima domanda da farsi prima di mangiare un alimento dovrebbe essere: “potrei mangiarlo anche crudo?”.

Va da sé che solo carne, pesce, uova, frutta, verdura e pochi altri cibi possono esser portati alla bocca senza l’obbligo di modificarne la struttura, di intervenire per rendere un cibo naturalmente “non commestibile” in un cibo “solo parzialmente commestibile”. 

La vera svolta nella mia vita avvenne quando eliminai del tutto il cibo neolitico, il cibo introdotto dall’Uomo circa 10.000 anni fa, con la “scoperta” delle pratiche agricole. 
Per questo motivo, adoro chiamarla “alimentazione ancestrale” oppure, più semplicemente, “alimentazione dell’Uomo“; semplicissima da mettere in pratica, perché il cibo è davvero inteso come nutrimento. L’alimentazione ancestrale è istintuale, senza bilanciamenti e grammature, dannatamente nutriente e naturalmente discontinua.

Si tratta di un’alimentazione che stravolge le abitudini di chi decide di metterla in pratica e che, proprio per la sua natura controcorrente, è socialmente poco accettata, comportando la totale distruzione della zona di conforto. Ma seguirla con costanza è anche in grado di riservare il più bello dei regali: il benessere a 360°.

Da oltre dieci anni ho fatto la mia scelta consapevole, dieci anni in cui ho ripreso in mano la mia vita e, soprattutto, la mia salute.

Chiaramente, per stare bene non basta solo mangiare bene, ma scegliere consapevolmente il cibo col quale decidiamo di nutrirci è la base di partenza per mettere in atto la propria rivoluzione personale. Se la benzina non è buona, il motore prima o poi si inceppa, l’auto funziona male, non è prestante, né in grado di esprimere le proprie potenzialità. Poi, ovviamente conta il pilota che la conduce, ovvero la mente, ma questo è un altro argomento…

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