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La tartaruga e le sue emozioni.
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Quando con i bambini affrontiamo l’argomento riferito alle emozioni termino la lezione raccontando la storia della piccola tartaruga la quale fa fatica a gestire la rabbia quando i suoi compagni di classe la prendono in giro. La tartaruga va quindi a parlare col saggio del villaggio il quale le consiglia di chiudersi dentro il proprio guscio e respirare ogni qual volta sente che le emozioni difficilmente gestibili stanno prendendo il sopravvento. La tartaruga impara quindi a prendersi il suo tempo ed il suo spazio quando si trova in difficoltà.

Prendo questa storia come spunto per spiegare ai bambini quanto sia importante non farsi prendere in ostaggio dalle emozioni soprattutto quando queste sono negative: rabbia, angoscia, risentimento, frustrazione.

La lezione termina con una discussione finale ed il mio invito rivolto a tutti i bambini a trovare ciascuno il proprio guscio dove andare a sbollire le emozioni negative. Bene.

In casa è rimasta una grande scatola di cartone a seguito dei lavori che abbiamo fatto, Gaia ora va là dentro quando è in preda ad emozioni che fa fatica a controllare, nessuno le ha detto di andarci, semplicemente trova in quella scatola il suo spazio dove poter sbollire la rabbia o la frustrazione. Quando glielo ho chiesto mi ha detto che quello è il suo guscio. Bene.

Consiglio: quando i bambini sono arrabbiati è inutile continuare a sgridarli oppure pretendere che si relazionino con noi adulti.

Le emozioni vanno vissute, è indispensabile entrarci dentro e poi aver la capacità di farle andar via. I bambini sono molto bravi in questo, lo farebbero spontaneamente se solo concedessimo loro gli spazi di cui hanno bisogno per gestire le loro emozioni.

I grandi, al contrario, sono invece dei pessimi esempi da seguire semplicemente perché col tempo hanno perso la capacità di riconoscere le emozioni e se le riconoscono non sanno gestirle.

Gli adulti diventano quella cosa là, diventano le loro emozioni, le solite emozioni che col tempo determinano il loro modo d’essere ed infine la loro personalità.

Insomma, la parola d’ordine è sempre la solita, impariamo dai bambini e quando riconosciamo che non siamo dei bravi esempi da seguire asteniamoci da voler imporre comportamenti o atteggiamenti che non promuovono la crescita emotiva dei nostri cuccioli.

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