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“Il momento di uccidere”
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Ieri pomeriggio ho avuto l’occasione di vedere un film, ero solo in casa, il corso del venerdì è previsto per le 17, ero stanco visto che mi ero allenato al mattino. Un film vecchio, del 1996, un film recitato da attori molto bravi. La storia è quella di un padre la cui bambina viene prima violentata, poi umiliata ed infine i due uomini provano ad ucciderla dapprima con l’impiccagione e poi gettandola di sotto da un ponte. La bambina sopravvive. Siamo in America, il periodo è quello del Ku Klus Klan, la bambina appartiene ad una famiglia afroamericana, i due uomini sono bianchi. Il padre della bambina, comprendendo che sua figlia non avrà mai giustizia decide di farsela da solo ed il giorno del processo uccide i due uomini. Da lì sarà lui l’imputato. La storia che riguarda la parte processuale la trascuro, è interessante il colloquio fra il padre ed il suo avvocato il giorno prima dell’arringa finale.

“Tu sei uno di loro, sei un bianco, cresciuto fra i bianchi e pensi anche tu che io siano uno “sporco” negro”

Questo il concetto espresso dal padre, l’avvocato sembra capire che il suo assistito ha ragione, è cresciuto anche lui con questa credenza, una credenza che lo ha limitato nella vita e probabilmente anche nella professione. Il momento dell’arringa finale è molto commovente, l’avvocato chiede a tutti i giurati di chiudere gli occhi, racconta nel dettaglio tutto ciò la bambina ha dovuto subire durante le torture, molti presenti cominciano a piangere. La giuria è composta da soli bianchi, l’arringa termina con queste parole:

“bene, ora quella bambina immaginatela bianca”

Il padre verrà assolto, il padre verrà assolto perché l’avvocato trova la formula giusta, l’unica formula capace di non urtare con le credenze, le limitazioni, i memi che condizionano il pensiero razionale della giuria. L’aver immaginato la bambina bianca ha permesso di riscoprire un’umanità sopita dall’idea diffusa al tempo che i negri avessero meno diritti dei bianchi.

Il film termina in modo sensazionale, l’avvocato porta sua figlia bianca al compleanno della bambina negra, mai lo aveva fatto prima di allora, l’avvocato è stato capace di intervenire profondamente nel suo subconscio, ha modificato le proprie credenze, il suo modo di pensare.

Questa è l’unica forma di evoluzione che conosco, questa è la rivoluzione più potente che possa esistere, modificare le nostre credenze e limitazioni mentali, è quello che cerco di insegnare ai miei alunni.

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