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La storia dell’elefante indiano.
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Agli elefanti, alla nascita, viene legata una fune intorno alla gamba, la fune viene legata a sua volta ad un palo. L’elefante fin da quando è piccolo prova a liberarsi, si dimena, si arrabbia fino a quando non perde fiducia e si arrende. L’elefante cresce, diventa grande, enorme, gigantesco, arriva a pesare fino a 5 tonnellate, ora potrebbe liberarsi quando vuole da quella fune ma neanche ci prova più.

Perché? Perché si ricorda che ha fallito troppe volte in passato ed è convinto di non potercela fare, la sua convinzione errata limita la sua libertà. Questa è la tecnica utilizzata dagli indiani per addomesticare gli elefanti.

Perché mi è venuto in mente questa storia? Perché è il miglior modo per fare passare un semplice concetto, un concetto di cui parlo nel quarto incontro agli alunni del corso:

l’unica realtà che esiste è quella in cui crediamo,

se ci hanno insegnato che non possiamo o non dobbiamo o non siamo in grado, probabilmente stiamo rinunciando a vivere, proprio come l’elefante indiano.

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