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I geni come il due di briscola.
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Tutte le radio stamani hanno passato la notizie che è stata completata la mappatura del genoma umano e con questo risultato sembra che la biomedicina avrà più risorse per sperimentare nuovi farmaci e nuove tecnologie. Ciò che hanno dimenticato di ricordare è che il nostro corredo genetico è solo poco più complicato rispetto a quello di un verme, che la salute umana non passa dai geni ma dal controllo di questi.

Controllo che, piaccia o meno, viene esercitato dal DNA non codificante che rappresenta circa il 97% del nostro DNA e di cui ancora sappiamo poco o niente.

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Chi controlla il 97% del DNA non codificante? L’ambiente, il cibo, le emozioni, la mente, lo stile di vita ma questo aspetto mi sembra che sia abbastanza scontato, forse non per tutti. Andiamo avanti.

E’ risaputo che DNA si trova nel nucleo, ed ancora oggi credo di poter affermare con ragionevole certezza che il 99% dei sanitari sia assolutamente convinto che il nucleo sia l’organulo più importante della cellula, l’organulo senza il quale la cellula morirebbe. Non è così.

La realtà è che le cellule private di nucleo non solo continuano a vivere ma continuano a rispondere perfettamente agli stimoli esterni. Moriranno nel giro di alcuni giorni o settimane solo e soltanto perché vengono private della possibilità di rigenerare le strutture che inevitabilmente vanno incontro ad usura. Chi è quindi il “controllore” del nostro benessere?

Non sono i geni e questa è già una conclusione a dir poco rivoluzionaria. Le sorti della tua vita sono determinate dalle informazioni che arrivano alla membrana cellulare, la struttura che ha il compito di trasformare i segnali che provengono dal mondo esterno in informazioni che poi andranno appunto a modulare l’espressione genica.

Quali sono quindi le informazioni che arrivano alla membrana cellulare? Tutte quelle che in qualche modo condizionano la vostra salute ed il vostro benessere, il cibo che mangiate, gli ambienti che frequentate, le emozioni che provate, le persone con cui state. Sono questi aspetti della vostra vita che determinano una risposta a livello della membrana la quale ha poi il delicatissimo compito di informare il nucleo su come stanno andando le cose là fuori.

Se le cose vengono fatte bene, non dovete temere nessun gene bastardo, nessuna predisposizione, nessuna spada di Damocle.

Il tutto per dire che con la storia dei geni hanno condizionato negativamente la vita di generazioni intere, ma la chiave di volta siete sempre e comunque voi con le scelte che fate ogni giorno.

Per concludere il mio consiglio è quello di far proprio un principio fondamentale ovvero che una genetica apparentemente non favorevole non rappresenta una condanna a morte ma solo un motivo in più per incidere positivamente sul proprio benessere psicofisico.

Tutte informazioni che cerco di passare anche ai pazienti, tutte informazioni di cui forse sentirete ai telegiornali fra qualche decennio, del resto far credere che la vita sia in mano ai geni è il modo più semplice per indottrinare le persone.

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